Una nuova grande via sulla parete Est del Sass Maor 
di Samuele Scalet

 

La parete Est del Sass Maor è di gran lunga la più maestosa delle Pale di San Martino. Con un unico salto verticale di 1100 metri domina maestosa ed impressionante la Val Pradidali. La didascalia dell’immagine descrive le tappe principali della sua conquista: da Solleder nel 1926, all’apertura di ‘Masada’ in quattro giorni nell’agosto 2001 da Marco Canteri, Samuele Scalet e Davide Depaoli. ‘Masada’ è una grande via perché supera con mirabile linea tutta la parete scegliendo i punti dove la roccia e migliore. Ne è scaturito un itinerario di grande bellezza, ma allo stesso tempo anche di grande impegno. Se qualcuno volesse ripeterla, può chiedere la relazione tecnica agli indirizzi e-mail:

sam_scalet@libero.it, oppure toivonenn@libero.it.



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Sass Maor (2812 m)

1. Parete ENE - via “Solleder”

Primi salitori: Emil Solleder e Franz Kummer

Sviluppo: 700 m.

Difficoltà: TD+.

Tempo medio: 5 ore.

Prima ascensione: 2/9/1926

Quota: 2812 m.

     Superba ascensione, una intuizione coraggiosa del grande Emil Solleder, una tra le più belle nelle Pale. Ha conservato intatto anche dopo tre quarti di secolo il fascino della salita difficile, riservata a pochi.

 

2. Parete SE - via “G.C.Biasin”

Primi salitori: Samuele Scalet e G.C. Biasin.

Sviluppo: 700 m.

Difficoltà: ED, VI/A0.

Tempo medio: 7 - 8 ore.

Prima ascensione: 1,2,3/8/1964

     Questa grande via è una brillante intuizione  di Samuele Scalet che precorre i tempi, dedicata al suo generoso compagno di cordata, precipitato il 3 agosto 1964 dal ‘Sentiero del cacciatore’ durante la discesa.

 

3. Parete E - via “Supermatita”

Primi salitori: M.Zanolla e P.Valmassoi.

Sviluppo: 1200 m.

Difficoltà: ED+, VI/A0.

Tempo medio: 8 - 10 ore.

Prima ascensione: agosto 1980

     Questa via di ‘Manolo’, nata all’inizio del decennio d’oro dell’alpinismo, è una delle grandi vie dolomitiche.

 

4. Parete E - via “The change is life”

Primi salitori: Igor Koller e ...

Sviluppo: 600 m.

Difficoltà: ED, un passo di VIII+,V+.

Tempo medio: 6 - 8 ore.

Prima ascensione:

     Questo è il segno che Igor Koller, il creatore de ‘La via attraverso il  pesce’ in Marmolada, ha lasciato su questa montagna altrettanto nobile..

 

5. Parete E - via “MASADA”

Primi salitori: Marco Canteri, Samuele Scalet, Davide Depaoli

Dislivello: 1100m; Sviluppo:1260 m

Difficoltà: ED+; VIII-; A1(10m).

Tempo medio fino S11 (S14) (S24): 7  (8) (14) ore.

Prima ascensione: agosto 2001. Ultimo giorno 22.8.01.

“Masada” è l’acronimo dei nomi dei primi salitori ed anche il nome di un’antica fortezza con alte mura vicino al Mar Morto dal forte significato patriottico per Israele.

     Grande  via, sulla più nota ‘big wall’ delle Pale,  che ripropone in chiave moderna la maestosa parete est. Ideata da Samuele Scalet, si distingue per la lunghezza, la difficoltà continua e l’eccezionale  qualità della roccia che ne accentuano il valore e la bellezza. Richiede ottima preparazione tecnica e atletica. E’ divisa in due parti,  percorribili separatamente o insieme: ‘Masada  bassa’ fino S14 e ‘Masada alta’ da S14 a S24.  Le soste (tranne S12, S13, S14) sono a spit con anelli di calata per consentire un rapido ritorno alla base o alla ‘Diagonale Solleder’ (corde da 55m, attenzione ai numerosi tiri obliqui)! Gli spit intermedi sono stati usati soltanto nei passi difficilmente proteggibili con altri mezzi. Numerose clessidre sono la base della protezione su questa via  (ad es. L10, una delle più impegnative in continuità, è stata protetta con 6 clessidre senza usare spit). Dadi, frend e tricam fanno il resto. L’attacco si trova in corrispondenza di un marcato diedro nero alto 50m, circa 70 m a destra, ma più in alto del conoide d’attacco di “The change is life”.

+  Libro di via.  > Piccola frana recente.

 

6. Parete ENE - var. “Bettega, Gilli, Gorza”

Primi salitori: Aldo Bettega, Giorgio Gilli, Luigi Gorza..

Sviluppo:600 m.

Difficoltà: TD, V+.

Tempo medio: 4 - 5 ore.

Prima ascensione: 23/7/1955

     Questa via è una brillante intuizione di Aldo Bettega. Con la Solleder crea un’accoppiata di grande bellezza.

 

 

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