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 Valle di San Lucano PARTY 

01 marzo 2005
Redazione Intraisass
Testo di Gabriele Villa
Foto di Alessandro Pianalto

22 febbraio 2004
 ALPINISMO RESISTENTE

La vera storia della lampada frontale di Lorenzo Massarotto

 

L'appuntamento è per martedì 22 febbraio in una certa libreria di Montecchio Maggiore, piena di libri di montagna e di alpinismo, che, alle ore diciotto, si riempirà pure di alpinisti, celebri e meno celebri; fra questi ultimi ci saremo anche noi. Si tratta di uno di quegli appuntamenti a cui non si vuol mancare, anzi, meglio arrivare un po' prima piuttosto che perdere qualche battuta e... magari ce ne fossero più spesso.
Infatti, assieme a Marco, il mio compagno di cordata dell'ultima stagione, arriviamo per primi.
Alberto Peruffo è seduto alla tastiera, non ancora compreso nel suo ruolo di anfitrione di una serata che si annuncia interessante e si concluderà a Vicenza, dove Lorenzo Massarotto presenterà un diaporama della sua attività di dolomitista, incentrata soprattutto sulla Valle di San Lucano.
Dopo un po' cominciano ad arrivare gli amici alpinisti e la piccola libreria si satura. Ci si saluta, ci si presenta, si guardano libri curiosando negli scaffali, si attendono altri arrivi. Poi arriva anche lui, Massarotto, che non ha bisogno di presentarsi e che tutti salutano.
«Ti ho già visto da qualche parte, ma non ricordo dove» mi dice, quando ci troviamo di fronte.
«Al bivacco del rifugio Coldai, tanti anni fa e qualche volta ad Agordo» gli rispondo.
«Me ricordo; quando go fato l'invernale al Philipp».
In effetti avevamo condiviso, in maniera assolutamente casuale, una notte nel bivacco del Sonino al Coldai, in Civetta; noi quattro da Ferrara con l'intenzione di trascorrere una breve vacanza, lui in ricognizione per valutare le condizioni ambientali per cimentarsi nella prima ripetizione invernale solitaria del diedro Philipp.
C'eravamo poi incrociati più volte in piazza ad Agordo, sempre salutandoci, per cortesia, io sapendo chi era lui e lui senza sapere chi ero io, se non “quello” del bivacco al Coldai.


Trascorso il Natale a casa, eravamo partiti in tre da Ferrara, senza grandi velleità, ma con la roba da arrampicata nello zaino, a Falcade avevamo recuperato un quarto amico ed eravamo saliti al rifugio Sonino al Coldai con l'intenzione di trascorrervi due notti.
Appena entrati capimmo che c'erano già altri ospiti che, probabilmente, in quel momento erano fuori ad arrampicare o per qualche escursione.
Non sapendo quanti fossero, non potemmo sistemarci e ci apprestammo ad attendere il loro rientro per capire come poterci sistemare nelle brande.
Ma gli alpinisti sono abbastanza imprevedibili e scese il buio prima del loro arrivo: del resto le giornate a fine dicembre sono assai brevi e c'era anche la possibilità che fossero impegnati in scalata e non rientrassero nemmeno al bivacco.
Non ci preoccupammo più di tanto e facemmo le nostre cose tranquillamente; avremmo deciso all'ultimo come sistemarci per la notte, se necessario, anche per terra.
Mentre già stavamo mangiando l'immancabile minestra di fagioli, ecco arrivare rumore di passi ramponati e la porta aprirsi. Entrarono in tre e non impiegammo molto a capire che non parlavano italiano e che erano venuti a raccogliere le cose lasciate al bivacco per rientrare a valle.
Pensammo che fossero arrivati uno o due giorni prima ed avessero già portato a termine il loro progetto, ma non potemmo avere conferma alcuna per via della lingua.
Fecero in fretta e si apprestarono ad uscire facendo un cenno di saluto.
Fu allora che mi accorsi che uno di loro aveva dimenticato la lampada frontale attaccata al montante della brandina. La presi e gliela allungai, ma vidi che mi guardava dando l'idea di non capire.
«Hai dimenticato la lampada» dissi, sapendo bene che non sarei stato capito, ma il gesto di porgergli l'oggetto era sufficientemente eloquente. Non capivo perchè fosse restio a prenderla e nemmeno come avesse potuto dimenticarsela, visto che fuori era già buio pesto.
Alla fine allungò la mano, prese la frontale e uscì dietro agli altri brontolando qualcosa d'incomprensibile.
Tornò il silenzio nel bivacco, oramai “nostro” poiché gli altri ospiti se n'erano andati. Riprendemmo a mangiare tranquilli la nostra minestra di fagioli, mentre la stufa del bivacco continuava a bruciare legna rendendo gradevole la temperatura all'interno del locale.
Non passò molto tempo che sentimmo rumori provenire dall'esterno, poi la porta si aprì ed entrò un alpinista. Lui fu sorpreso di vedere noi, almeno quanto noi fummo sorpresi di vedere lui.
Quando capimmo che era solo, tirammo un sospiro di sollievo: il posto letto era “salvo” per tutti.
Entrò ed andò a sistemarsi sulla brandina dal montante della quale avevo preso la frontale.
Passò un minuto nel quale lo vedemmo rovistare qua e là ed infine gli sentimmo dire:
«I me gà ciavà la frontale». Fu una fulminazione e capimmo tutto.
Scambiammo uno sguardo furtivo con gli amici, ma nessuno disse nulla.
Tutti realizzammo che uno dei tre alpinisti di lingua tedesca aveva preso la frontale ben sapendo che non era la sua, mentre non gli sarebbe stato difficile far capire che sua non era, evitando così di sottrarla al legittimo proprietario.
Fui mortificato che il mio gesto di cortesia fosse stato usato per compiere un'appropriazione indebita e mi sentii a mia volta responsabile nei confronti del nostro coinquilino, mentre il rancore montava nei confronti dello scorretto troglodita di lingua tedesca.
Per fortuna l'inconveniente fu presto archiviato e la serata trascorse serena fra una chiacchiera e l'altra. Il giorno seguente ognuno di noi riprese i suoi progetti.
Due di noi tentarono una salita invernale a Torre d'Alleghe per la via normale, gli altri due andarono a compiere un'escursione, mentre Lorenzo Massarotto (era lui il nostro coinquilino) riprese le sue ricognizioni per la sua solitaria invernale.
Era la fine di dicembre del 1988.


Una Foto di gRuppo [click on!] >>>
 

    Lorenzo Massarotto
    Lorenzo icono[bl]asta entra in libreria
La Casa di Giovanni
    Alberto e Lorenzo
La Casa di Giovanni
    Sguardo [in]discreto 1
La Casa di Giovanni
    Sguardo [in]discreto 2
La Casa di Giovanni
    Lorenzo, Mario Crespan e Alberto
PARTY TIME
La Casa di Giovanni.
    Lorenzo e Mario
PARTY TIME
La Casa di Giovanni.
    Lorenzo e Claudio Tonello...
PARTY TIME
La Casa di Giovanni.
  Alberto, Mauro Moretto e Nicola Brugnolo
mentre studiano la presentazione
La Casa di Giovanni
  Nicola Brugnolo
THE VOICE
La Casa di Giovanni
    Lorenzo, Claudio Chenet e Alberto
discutono di protezioni alternative...
La Casa di Giovanni
    Foto di gruppo
[vedi didascalia in fondo alla pagina]
La Casa di Giovanni
    Arriva la gente...
Auditorium Canneti
  Lorenzo in movimento
Auditorium Canneti
  Nicola in movimento
Auditorium Canneti
  Una magica cinquina: Luca Visentini,
Mario Crespan, Ivo Ferrari, Ettore
De Biasio e Marco Anghileri
Auditorium Canneti
  Nicola e Alberto ordiscono...
Auditorium Canneti
  Mario, Ivo ed Ettore aspettano...
Auditorium Canneti
  Lorenzo preoccupato...
«Cosa combineranno quei due?»
Auditorium Canneti
  Ivo intuisce...
Auditorium Canneti
  Il pittore Maurizio Camposeo
immagina...
Auditorium Canneti
  La presentazione è iniziata...
«Ma cosa stanno tirando fuori 'sti qua?»
Auditorium Canneti
  Alberto chiama Lorenzo in scena...
Auditorium Canneti
  ... e Nicola chiude la scena leggendo
Arturo Soppelsa "Galinot" da Garés
Auditorium Canneti
  E' finita... Alberto e Nicola se la ridono
Auditorium Canneti
  Iniziano le chiacchiere con Ivo e altri
amici [Marco Anghileri e Paolo Seraglio
in secondo piano]
Auditorium Canneti
© Foto di Alessandro Pianalto
www.alogenurizone.net

>>> In piedi da sx
: Alberto Peruffo, Umberto Marampon, Francesco Scandolin, Riccardo Scomparin, Luca Gasparini, Marco Manfrini, Gabriele Villa, Mario Crespan, Mauro Moretto, Piero Radin, Edoardo Egano, Ettore De Biasio, Giacomo Albiero, Lorenzo Massarotto
Seduti da sx: Alberto Urbani, Claudio Chenet, Claudio Tonello, Luca Visentini, Nicola Brugnolo, Paola Lugo


Quell'episodio non l'ho mai dimenticato, anzi, appena mi sono trovato di fronte a Lorenzo non ho potuto non pensarci, ma non gliene ho fatto cenno. Si sarebbe fatto certamente una risata e, del resto, dopo quasi diciassette anni il ...“reato” è caduto in prescrizione.
Così ognuno ha continuato nelle sue conversazioni. Alberto Peruffo e la moglie hanno offerto un gradevole buffet, intrattenendo gli ospiti fino al momento di trasferirsi a Vicenza per la proiezione.
Al Teatro Canneti, abbiamo trascorso una bella serata, una di quelle che non è il caso di raccontare perché si rischia di fare opera vana, in quanto bisogna esserci ed ascoltare. Al di là delle immagini proiettate, esce la dimensione vera dell'alpinista e dell'uomo, con le sue caratteristiche peculiari e i suoi tratti distintivi, non solo caratteristici, ma unici.
Come del resto succede con tutti i “fuoriclasse”, che non sono facilmente catalogabili.
Veramente una bella serata d'alpinismo [resistente] a cui sono stato contento di presenziare.

Gabriele Villa
Ferrara
23 febbraio 2004

_______________________
>>> comunicati stampa  SERATA SPECIALE LORENZO MASSAROTTO
Valle di San Lucano - Uomini, parole e immagini di un alpinismo resistente
Martedì 22 febbraio, ore 21.00, AUDITORIUM CANNETI - Vicenza
Presentata da  Alberto Peruffo
 

 

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