CHIANTAR 2000

a cura di Franco Brunello, Alberto Peruffo e Luciano Chilese

Dalla vette inviolate raggiunte nel corso della spedizione Karambar ‘97, si apriva ai nostri occhi, verso sud, la vastissima, incredibile visione del ghiacciaio di Chiantar, il più esteso dell'intero Hindu Kush. Il suo margine meridionale appariva delimitato da una corona di vette splendide, delle quali solo la più occidentale - il Garmush - risultava già salito. La bellezza dei posti, l'affidabilità del clima e dell'ambiente glaciale, ci hanno indotti ad organizzare una seconda spedizione per affrontare tali vette e completare così l'esplorazione alpinistica della zona.

Il Koh-i-Chiantar, delimitante la parte orientale del vasto ghiacciaio di Chiantar, fu salito la prima volta negli anni Sessanta da una spedizione austro-tedesca guidata da Alfred Linsbauer. Gli alpinisti aggirarono la montagna e salirono per il versante sud. La parte meridionale del ghiacciaio di Chiantar non è mai stata percorsa e anche il Karka, bellissima montagna a forma di ala di pipistrello, non ha ancora ricevuto visita.

A sud delle vette prescelte si stende, con andamento da ovest verso est, la verde valle di Mahtahntir con il suo grande lago Atar Lake (il nome Mahtahn significa lontano e Tir valle). Verrà collocato qui, a circa 3800 metri di quota, il campo base. Esiste un buon posto dove porre il campo presso la riva orientale del lago, ma per noi sarebbe più comodo restare qualche chilometro più a valle. E' questa una posizione strategica che non presenta problemi di acclimatazione e che dà accesso a tutte le montagne della zona dal versante Sud. E' raggiungibile in soli 4-5 giorni da Islamabad, con conseguente aumento del tempo a disposizione per svolgervi attività.

Il primo gruppo della spedizione, composto da 11 persone, partirà domenica 23 luglio, e utilizzerà la prima settimana per individuare le principali vie di salita, segnalandole e dotandole eventualmente di un campo alto con tenda di appoggio. Ricercherà inoltre il valico più agevole per accedere al ghiacciaio di Chiantar, nei pressi del quale, ad una quota di 4800-5000 metri, verrà collocato un campo base avanzato. All'arrivo del secondo gruppo, dopo 8 giorni, una delle due equipe di cucina si trasferirà al nuovo campo insieme con gli alpinisti che intendono effettuare le salite dei glaciali versanti Nord. Esiste pertanto la possibilità di percorrere itinerari anche molto impegnativi e successivamente di scendere per il versante Sud precedentemente conosciuto. 

L'attività alpinistica - diretta dal leader della spedizione, Franco Brunello -  si rivolgerà quindi ai molteplici aspetti che le splendide montagne vicine al campo base offriranno agli alpinisti. Notizie da ricognizioni precedenti parlano non solo di pareti glaciali, ma anche di impegnative pareti di granito dove si potranno svolgere attività di roccia e di misto di un certo livello tecnico.  Considerando la vastità della zona da esplorare si opterà presumibilmente per allestire più di un campo avanzato per facilitare l'attività degli alpinisti.

Molto importante dal punto di vista esplorativo sarà inoltre il trekking che affronterà il gruppo guidato dal professor Luciano Chilese previsto per il percorso di ritorno. Mentre una parte degli alpinisti proseguirà l'attività di ricerca su cime vergini (segnate da un cerchietto in bianco nella cartina), una piccola parte dei partecipanti alla spedizione inizierà un'avventura escursionistica che sulle carte si preannuncia di sicuro impegno e di grande fascino. Partendo dal campo base di Atar Lake raggiungeranno il Darkot Pass lungo un tragitto in quota fin qui già percorso. Quindi, invece di scendere in direzione di Yasin per risalire a Niaithi, proseguiranno senza perdere dislivello in cerca di un passaggio (segno fine tratteggiato in blu) che si insinui tra i fianchi meridionali del Koyo Zom e dei Thui e le cime inviolate che fanno capo al Dhuli Chhish. Giunti a Wasam, dopo aver valicato quattro passi in un tempo previsto di cinque giorni, resteranno due giorni di tempo per percorrere in jeep il lungo tragitto che scende a Mastuj, passa per Sor Lapsur, Gupis e arriva a Gakuch. Qui, sulla strada che riconduce a Gilgit, l'intera spedizione si riunirà per raggiungere l'incantevole e vivace Peshawar, ultima tappa del nostro viaggio in Pakistan.

 

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