AVVICINAMENTO

a cura di Alberto Peruffo

Avvicinarsi ad un luogo, per un attento viaggiatore, ha un significato non solo fisico, ma anche culturale. Ecco dunque l'enorme portata di esperienza che a ognuno di noi viene concessa nel momento in cui ci mettiamo in viaggio, specie per un luogo remoto quale può essere una lontana e sperduta valle straniera dove la strada per arrivare è ricca di storia e tradizione.


La catena dell'Hindu Kush, meta della nostra spedizione, si eleva complessa e geologicamente giovane ad occidente delle più conosciute e rinomate catene del Karakoram e dell'Himalaya. Tutte e tre queste possenti catene montuose adagiano i loro fianchi nella parte settentrionale dello stato del Pakistan, moderna nazione nata il 14 agosto 1947 dopo un'affascinante quanto tribolata vicenda politica che vide per molti anni i mussulmani contendere l'indipendenza all'India induista e britannica.
La terra del popolo puro - questo significa Pakistan e ne dimostra la chiara matrice religiosa - tuttavia riserva grandi tesori che vanno molto al di là della moderna storia politica. Le sue radici millenarie rintracciabili lungo le floride sponde dell'Indo e negli antichi e alti valichi di montagna ne hanno fatto da sempre uno dei maggiori crocevia culturali del mondo, terra di passaggio e di colture vastissime ricavate attraverso ingegnosissimi sistemi d'irrigazione. Il nome Indus, dal sanscrito sindhu, significa oceano e da esso derivano le parole Sindhs, Hindus e India. Il fiume Indo nasce nel Tibet sud-occidentale a soli 160 chilometri a ovest dalla sorgente di un altro grande fiume pakistano, il Sutlej River, che confluisce nell'Indo nella pianura del Punjab, la terra delle cinque acque (Indo, Sutlej, Jhelum,Chenab, Ravi). Le generose acque dell'Indo e dei suoi affluenti creano il più ampio sistema d'irrigazione mondiale.

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Geograficamente il Pakistan è divisibile in tre aree: le terre alte settentrionali, la pianura del fiume Indo formata dalle province del Punjab e del Sind, il vasto e desertico acrocoro del Baluchistan. Le terre alte settentrionali comprendono parti dell'Hindu Kush, nonché cime del Karakoram come il K2 (8616 metri, 2^ vetta del mondo) e dell'Himalaya, quali il Nanga Parbat (8125 metri, 9^ vetta del mondo). Più della metà delle cime superano i 4500 metri, e oltre 50 superano i 6500 metri. Ghiacciai selvaggi e vastissimi coprono le terre alte pakistane, e nella regione di Chitral, vicino al confine con l'Afghanistan,  si trova il ghiacciaio che noi esploreremo, il Chiantar Glacier, il più vasto dell'intero Hindu Kush (lunghezza stimata di 33,8 chilometri e con la lingua glaciale ad un'altitudine di approssimativamente 3877 metri).

Ghiacciaio Regione Lunghezza 
(miglia/chilometri)
Altit.ne lingua glaciale
(piedi/metri) (appros.)
Siachin Karakoram (Baltistan) 45 (72,4) 12.150 (3703,3)
Hispar Karakoram (Hunza) 38 (61,2) 10.500 (3200,4)
Biafo Karakoram (Shigar) 37 (59,5) 10.366 (3159,6)
Baltoro Karakoram (K-2) 36 (57,9) 11.580 (3529,6)
Batura Karakoram (Hunza) 40 (64,4) 8.030 (2447,5)
Yengunta Karakoram (Baltistan) 22 (35,4) -
Chiantar Hindu Kush (Chitral) 21 (33,8) 12.720 (3877,1)
Tirich Hindu Kush (Chitral) 18 (29,0) 11.210 (3416,8)
Atrak Hindu Kush (Chitral) 18 (29,0) 10.100 (3078,5)
Karambar Hindu Kush (Swat) 16 (25,5) 10.237 (3120,2)

(Pakistan Information Networks)

La nostra avventura culturale comincerà da Islamabad, capitale politica di recente costruzione, e attraverso il passo Babusar, sopra il piccolo abitato di Chilas (rinomato per le sue incisioni rupestri e il forte presidiato un tempo dagli inglesi), raggiungeremo Gilgit, antico centro carovaniero dove giunge la strada principale che sale dalle piane dell'Indo. Ci troviamo in una regione ricca di antiche piste carovaniere, strade vecchie migliaia di anni e molto importanti sia per le popolazioni nomadi in cerca di nuovi insediamenti sia per il commercio. Questa articolata rete di percorsi darà vita alla ‘via della seta’ e sarà condizione determinante del complesso e variegato mosaico di genti, lingue e religioni caratterizzanti i territori del nord pakistano. La zona di Gilgit è abitata attualmente da genti di lingua darda e religione mussulmana sunnita e sciita, ma tra le sue antiche pieghe sono ancora rinvenibili le testimonianze di un passato Kushano e buddhista. 
Lasciato Gilgit partiremo alla volta di Ishkoman, sul margine settentrionale dell'Hindu Kush denominato Hindu Raj, per andare a piantare le tende nei pressi del lago Atar. Le sue acque placide ristagnano nella verdeggiante Mahtahntir, la nostra valle remota. Da qui comincerà l'avventura esplorativa ed alpinistica.

Per seguire nel dettaglio l'avventura culturale, esplorativa ed alpinistica della spedizione Chiantar 2000, restate in contatto quotidianamente con noi attraverso le news, dal 23 luglio, giorno della partenza, al 31 agosto, data prevista per il rientro.

 

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