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TERZO EPISODIO |
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( Piani della Cavallazza ) |
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Una volta giunti al Passo Rolle le orme del
Mazarol erano scomparse. |
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Indubbiamente era chiaro che lui preferisse non
mischiarsi alle |
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miriadi di sciatori che affollano il passo nel
periodo invernale e quindi |
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i nostri amici, guidati solo da una percezione
magica, avevano ben |
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presto valicato il passo ed erano scesi giù verso
la malga Fosse. |
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Poco sotto la statale, vicino ai resti abbandonati
di vecchi ski-lift, le orme |
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erano ricomparse. In quel momento si erano resi
veramente conto che |
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"el Mazarol" non guidava solo i loro
passi, ma era riuscito ad |
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insinuarsi fin dentro i loro sogni e i loro
pensieri. Avevano risalito il |
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pendio di ghiaione porfirico con la netta |
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colle spazzato dal vento dove resti bellici
giacevano immobili, segnati |
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dalla stanca lotta con gli elementi della natura.
Su, sotto la |
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Cavallazza Piccola, come finestre scavate nella
roccia, i fori delle |
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trincee mostravano nitidamente la furia con cui il
primo conflitto |
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mondiale aveva imperversato in quei luoghi, un
tempo confine tra |
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Italia ed Austria. A sinistra, onnipresente in
questi luoghi, la Catena |
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Centrale delle Pale di S. Martino giaceva muta nel
chiarore del |
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mezzogiorno, la funivia della Rosetta si muoveva
lenta in lontananza, |
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ogni cosa sprigionava serenità. In questo tempio
di pace erano |
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improvvisamente giunti ai loro orecchi dei suoni
misteriosi, dei cozzi |
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